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Archivio per 6 marzo 2010

Torino-Frosinone.

Campionato di calcio serie B. Sabato 6/03/10, ore 15,30. Stadio Olimpico: Torino-Frosinone. Arbitra: Tommasi di Bassano del Grappa. Assistenti: La Rocca, Ciancaleoni. IV uomo: Aureliano. I convocati del Torino: portieri:  Morello, Sereni. Difensori:D’Aiello,  Ogbonna, Rivalta, Rubin, Loria, Garofalo, D’Ambrosio. Centrocampisti: Antonelli, Berlinghieri, Gorobsov, Pestrin, Genevier,  Barusso, Scaglia, Statella. Attaccanti:  Leon, Pià, Bianchi, Gasbarroni, Arma . Allenatore: Colantuono. Probabile formazione: Morello, Ogbonna, Loria, Garofalo, D’Ambrosio, Pestrin, Scaglia, Genevier, Gasbarroni, Pià, Bianchi. I convocati del Frosinone: portieri:  Fattali. Difensori: Ascoli, Bocchetti, Del Prete, Giubilato, Guidi, Maietta, Semenzato. Centrocampisti: Basha, Bolzoni, Caremi, Cariello. Attaccanti: Basso, Santoruvo, Mazzeo, La Mantia, Troianello. Allenatore: Moriero. Probabile formazione: Frattali, Bocchetti, Del Prete, Giubilato, Maietta, Caremi, Basha, Santoruvo, Mazzeo, Cariello, Troianello. Dopo aver fatto l’ultimo allenamento di rifinitura, pranzo all’Hotel Bassetto di Ferentino. Nel pomeriggio la quadra è partita per Torino. Il Frosinone ha perso con la Reggina 1-0. Il Torino ha vinto fuori casa a Padova per 0-1.

Pentagramma.

* Dove sono finite le idee, i progetti, i programmi, i sogni o anche le affabulazioni che la politica dispensava a piene mani prima di ogni elezione? Scomparse. Inghiottite da un malessere diffuso, da una cupezza che sembra aver coperto tutto. Le giornate sono scandite dagli scandali, dalle risse intestine e dalla sciatteria. La campagna elettorale esprime pochissima passione e nessuna energia, prigioniera della stanchezza e del risentimento. Il fallimento della macchina organizzativa del primo partito italiano, incapace di presentare in Lombardia e nel Lazio liste rispettose dei regolamenti, racconta molto dei tempi che stiamo vivendo. Ci racconta come anche nelle incombenze più semplici e ordinarie sia venuta meno la capacità di fare le cose per bene, con rigore e attenzione. Il peggiore dei contrappassi per una forza che era nata promettendo la politica del fare e il trasferimento nella sfera pubblica dello spirito imprenditoriale.
Viene da chiedersi dove sia la testa dei nostri politici e che cosa li distragga. Sembrano essere concentrati in lotte fratricide, intenti a controllarsi e a cercare di piazzare una pedina fondamentale in vista di una resa dei conti che però non pare imminente. A livello locale si assiste a uno spettacolo ancora più squallido con le seconde file impegnate a strappare qualche posizione nelle liste o a rinfacciarsi la paternità di un candidato impresentabile. (…) La sciatteria è figlia anche dell’arroganza e del disinteresse, due sentimenti che connotano chi si sente troppo forte, intoccabile, senza opposizione e senza alternativa. Non è un caso che gli incidenti delle liste siano accaduti in due regioni che il centrodestra considerava già vinte e non in discussione *.  (Mario Calabresi, fonte: La Stampa)

” La plastica si sta squagliando? Sembrerebbe. Certo è che coloro che si erano illusi dopo le elezioni del 2008 che il Pdl fosse diventato un partito più o meno vero, qualcosa di più di una lista elettorale, sono costretti ora a ricredersi. Non era qualcosa di più: spesso, troppo spesso, era qualcosa di peggio. Una corte, è stato autorevolmente detto.  Ma a quel che è dato vedere pare piuttosto una somma di rissosi potentati locali riuniti intorno a figuranti di terz’ordine, rimasuglio delle oligarchie e dei quadri dei partiti di governo della prima Repubblica. E tra loro, mischiati alla rinfusa — specie nel Mezzogiorno, che in questo caso comincia dal Lazio e da Roma— gente dai dubbi precedenti, ragazze troppo avvenenti, figli e nipoti, genti d’ogni risma ma di nessuna capacità. E’ per l’appunto tra queste fila che a partire dalla primavera dell’anno scorso si stanno ordendo a ripetizione intrighi, organizzando giochi e delazioni, quando non vere e proprie congiure (e dunque non mi riferisco certo all’azione del Presidente Fini, il quale, invece, si è sempre mosso allo scoperto parlando ad alta voce), allo scopo di trovarsi pronti, con i collegamenti giusti, quando sarà giunto il momento, da molti dei cortigiani giudicato imminente, in cui l’Augusto sarà costretto in un modo o nell’altro a lasciare il potere.  Da quel che si può capire, e soprattutto si mormora, sono mesi, diciamo dalla famigerata notte di Casoria, che le maggiori insidie vengono a Berlusconi e al suo governo non già dall’opposizione ma proprio dalla sua stessa parte, se non addirittura dalle stesse cerchie a lui più vicine. Al di là di ogni giudizio morale tutto ciò non fa che mettere in luce un problema importante: perché mai la destra italiana, durante la bellezza di quindici anni, e pur in condizioni così favorevoli, non è riuscita che a mettere insieme la confusa accozzaglia che vediamo? Perché non è riuscita a dare alla parte del Paese che la segue, e che tra l’altro è quasi sicuramente maggioritaria sul piano quantitativo, niente altro che questa misera rappresentanza? Certo, hanno influito di sicuro la leadership di Berlusconi e la sua personalità “.  (E. Galli Della Loggia, fonte: Il Corriere della Sera – prima parte)

” Ieri ci hanno promesso che la corruzione verrà colpita senza esitazione e che i parlamentari condannati non potranno essere candidati. Una promessa è una promessa e anche se i nostri politici non sono famosi per mantenerle, stavolta vogliamo crederci. Nel comunicato stampa di palazzo Chigi c’è una frase chiara: le iniziative contenute nel disegno di legge contro la corruzione «rispondono alla domanda di trasparenza e controllo proveniente dai cittadini». Pare di capire che senza gli scandali a ripetizione di queste settimane che hanno indignato l’opinione pubblica e riesumato il fantasma di Tangentopoli non si sarebbe fatto nulla. La credibilità del sistema politico non è mai stata così bassa dalla fine della cosiddetta prima repubblica. E l’unica cosa che può forse evitarle di precipitare definitivamente sotto i piedi è una legge che mostri in modo inequivocabile la volontà di rialzare il livello morale. Per questo la promessa merita attenzione. Ma l’istinto di sopravvivenza dei politici riuscirà a fare il miracolo? Purtroppo la strada è ancora molto lunga. Come è lunga quella dei disegni di legge che al pari di questo devono superare nell’identico testo l’esame della Camera e del Senato. Dove i parlamentari nei guai con la giustizia non mancano, e questo non è un presupposto ideale per immaginare un percorso in discesa. Ma soprattutto dove è passato il concetto che si possano pacificamente aggirare tutte le regole di ineleggibilità e incompatibilità semplicemente interpretando le leggi. E questo è un problema forse ancora più difficile da risolvere “.   (Sergio Rizzo, fonte: Il Corriere della Sera

Il Frosinone sconfitto a Reggio Calabria.

La Reggina supera meritatamente per 1-0 il Frosinone. Gli uomini di Moriero dopo la bella prova di sabato con l’Empoli tornano  a giocare una partita abulica e inconcludente ed escono giustamente sconfitti dal Granillo. Arbitra Baracani di Firenze. Pronti via e la Reggina è subito in vantaggio: tiro dal limite non irresistibile di Brienza e pallone che rimbalza davanti a Sicignano beffando il portiere e finendo in rete. Brienza ci riprova dopo trenta secondi ma stavolta la sua conclusione è respinta dalla traversa. Il Frosinone stenta a riprendersi e la Reggina cerca di approfittarne. 6′ conclusione di Cacia alta. 14′ ancora Cacia alla conclusione e Sicignano respinge di piede. Al 22′ prima azione offensiva del Frosinone con Bolzoni sul cui tiro deviato, il portiere Marino anticipa in tuffo Basso. Al 30′ su cross di Missiroli deviazione di Cacia e grande risposta in tuffo di Sicignano. La Reggina insiste e al 38′ un tiro di Rizzoli è respinto da Sicignano e Bocchetti salva in angolo. Al 39′ bel contropiede di Troianiello ma sulla sua conclusione è pronto alla respinta Marino. Al 43′ diagonale di Brienza che sfiora il palo ed il tempo si chiude su un cross di Del Prete con incerta uscita del portiere Marino ma Santoruvo di testa non ne approfitta e conclude fuori. Nel secondo tempo ci si aspetta la reazione del Frosinone anche perchè il gran vento che soffia sul Granillo e che nel primo tempo ha spinto le azioni dei padroni di casa, adesso dovrebbe aiutare gli uomini di Moriero. Purtroppo ciò non avviene e la Reggina controlla agevolmente la gara. Al 12′ Stellone subentra a Basso e al 21′ Barillà sostituisce Cacia tra i padroni di casa. Al 23′ tiro di Brienza fuori. Al 26′ Cariello subentra all’infortunato Ascoli e al 29′  Sicignano si oppone alla grande su una conclusione ravvicinata di Brienza. Al 31′ Aurelio per Troianiello nel Frosinone e Costa per Lanzaro nella Reggina. Al 34′ Cascione sostituisce l’esausto Brienza, oggi migliore in campo. Il Frosinone non riesce ad incidere sulla partita e al 37′ ci prova ancora la Reggina ma il tiro di Missiroli è respinto da Sicignano. Al 42′ viene espulso Stellone per una gomitata a Costa. Al 45′ punizione  di Cascione ed è ancora Sicignano bravo a respingere. La partita termina praticamente qui anche se in pieno recupero un bel contropiede del Frosinone orchestrato da Basha è fermato per fuorigioco di Cariello con Santoruvo che comunque aveva mancato il goal da due passi. Sconfitta dunque più che meritata e che lascia molto amaro in bocca anche perchè francamente era lecito aspettarsi una prestazione migliore contro un avversario in piena crisi di risultati.

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